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      Indicatori, dati, grafici
      Lezione 4
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      Indicatori, dati, grafici

      Lezione 

      4

      Indicatori,
      dati, grafici

       

       

          IL CONCETTO

      La geografia si avvale di indicatori e di rappresentazioni grafiche quando analizza fenomeni sotto l'aspetto quantitativo. L'intensità di un fenomeno è essenziale quanto la sua distribuzione per la comprensione di una realtà territoriale, indipendentemente dalla scala locale, regionale, mondiale.

      Indicatori, dati, grafici
      Lezione 4
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      Tabella

      1 Tabella

       

      • Gli indicatori

      La geografia, quando si colloca nella prospettiva di analizzare un fenomeno, specie se è di natura sociale o economica, ha bisogno di indagarlo sotto l'aspetto quantitativo per avvalorare le sue interpretazioni. Infatti “fa parlare i dati”, dai quali desume l'intensità del fenomeno e la sua distribuzione. Per farlo utilizza degli indicatori, ossia delle voci rappresentate da dati e statistiche, raccolti ed elaborati da altre discipline come, per esempio, la matematica e la statistica.
      Gli indicatori che più frequentemente ricorrono nell'analisi dei fenomeni d'interesse geografico possono essere raggruppati in:

      • indicatori economici (Pil, Pil pro capite, Pil pro capite/PPA, occupazione, spesa in R&S ecc.);
      • indicatori sociali (fecondità, mortalità infantile, anal­fabetismo, numero di posti in ospedale, u­tenti Internet, numero di telefoni fissi e cellulari ecc.);
      • indicatori ambientali (emissioni di CO2, consumi idrici ecc.);
      • indicatori di sintesi (Isu, povertà multidimensionale ecc.).

       

      • Grafici e tabelle

      I mezzi più idonei per rappresentare quantitativamente un fenomeno e confrontare la sua intensità in luoghi diversi sono i grafici, che si possono costruire solo partendo da dati statistici.
      Questi, infatti, prima di essere elaborati e trasformati in grafici sono raccolti in tabelle che riportano “i numeri” del fenomeno, ma spesso anche la sua evoluzione temporale o la sua distribuzione in una regione (tabella1).
      I grafici, che sono rappresentazioni di dati, hanno il pregio di trasformare in immagine dei dati numerici e, quindi, di renderli più facilmente interpretabili.

       
           

      Internet non è solo un mezzo di comunicazione, di cui vengono rilevati gli utenti; è anche un fenomeno sociale e un mezzo per sottrarre dall'isolamento piccole comunità. Nella foto, l'Internet-cafè di Kafountine, un piccolo villaggio di pescatori in Senegal.

       

       

       

       

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      Lezione 4
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      Diagramma cartesiano e iagramma cartesiano a più entrate

      2 Diagramma cartesiano

      3 Diagramma cartesiano a piú entrate

       

       

      • Il diagramma cartesiano


      I grafici possono essere costruiti attraverso vari tipi di diagrammi: analizziamo i più ricorrenti.
      Il diagramma cartesiano (grafico2) è utilizzato per rappresentare le variazioni nel tempo di un fenomeno. Tracciato un sistema di assi cartesiani (per intenderci, una linea orizzontale e una verticale, che hanno in comune l'origine, cioè il punto di partenza), sull'asse orizzontale si colloca il tempo (anni, mesi ecc.) e sull'asse verticale il dato da rappresentare. Si mette poi in evidenza il punto d'incontro fra le varie coppie di valori (tempo/dato) e si uniscono i vari punti con una linea per ottenere la rappresentazione dell'andamento del fenomeno indagato.
      Talvolta un diagramma cartesiano può essere a più entrate, ossia rappresentare più valori. Il grafico3 mostra l'aumento della produzione giornaliera di pe­trolio nelle diverse regioni del mondo fra il 1988 e il 2014. A ogni regione, indicata nella legenda, corrisponde la linea superiore che divide un colore dall'altro: si tratta della somma di sei diagrammi semplici, che nella composizione in un unico grafico riesce a fornire un maggior numero di informazioni. Per esempio si coglie immediatamente che il Medio Oriente è il maggior produttore di petrolio e che la produzione è aumentata nel tempo; poi, calcolando la differenza fra la linea superiore e quella inferiore, si riesce a determinare a quanto ammonta la produzione giornaliera ecc.

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      Istogramma e diagramma a colonne

      4 Istogramma

      5 Diagrammaa colonne

       

       

       

      • L'istogramma e il diagramma a colonne

       

      L'istogramma consiste in un insieme di rettangoli le cui basi, uguali per larghezza, poggiano su un uno dei due assi cartesiani, in genere l'ascissa, ossia quello orizzontale. L'altezza dei rettangoli, invece, cambia in funzione del dato da rappresentare. La contiguità, cioè la vicinanza, di un rettangolo all'altro mostra la continuità del fenomeno: il fenomeno può essere così meglio seguito nella sua evoluzione temporale (grafico 4).
      Simile all'istogramma, con il quale spesso viene con­fuso, è il diagramma a colonne (grafico 5), che al contrario dell'istogramma ha le colonne staccate l'una dall'altra. Il diagramma a colonne è particolarmente adatto a confrontare lo stesso fenomeno colto nello stesso tempo in aree diverse.

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      Diagramma a settori circolari e piramide delle età

      6 Diagramma a settori circolari

      • L'areogramma


      L'areogramma è un grafico che ha la forma di una figura geometrica (rettangolo, triangolo, quadrato), molto utilizzato nella rappresentazione di dati percentuali. La figura vista nella sua totalità costitui­sce l'insieme intero, ossia il 100%, al cui interno vengono evidenziate le parti che lo compongono, di ampiezza proporzionale al valore da rappresentare.
      Un tipo particolare, ma di largo impiego, è il diagramma a settori circolari o diagramma a torta o, più semplicemente, grafico a torta. La figura geo­me­tri­ca impiegata in questo caso è il cerchio, che viene frazionato in tanti settori quanti sono i valori da rappresentare (grafico6 ).

       

       

       

      7 Piramide delle età

      • La piramide delle età

       

      La piramide delle età è il grafico che permette di visualizzare la struttura della popolazione per sesso e per età, rilevata a una certa data. Si tratta di un grafico a due entrate: a sinistra i dati relativi ai maschi, a destra le femmine, al centro la suddivisione in classi di età (grafico7).
      Di una piramide delle età si osserva prima la forma, poi le irregolarità che presenta. Una piramide con la base larga e la sommità molto stretta è tipica di una popolazione giovane, caratterizzata da un'alta natalità e da una speranza di vita relativamente breve, come avviene in alcuni Paesi in via di sviluppo. Al contrario, una piramide con la base piuttosto stretta e una sommità ben marcata rappresenta la condizione demografica dei Paesi avanzati, che hanno una bassa natalità e una lunga speranza di vita, come evidenziano le barre corrispondenti alle classi di età più avanzate.

       

       

       

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      FAI IL PUNTO

      FAI IL PUNTO

      Verifica il tuo livello di comprensione rispondendo alle domande. Le parole-chiave poste sotto ciascun quesito possono facilitare la tua elaborazione.

      1 A che cosa servono gli indicatori nell’analisi geografica? Quali gruppi di indicatori sono utilizzati? Proponi un esempio per gruppo di indicatori.

       analisi quantitativa, indicatori socio-economici, ambientali, di sintesi 

      2 Quali vantaggi offre, a tuo parere, rappresentare un fenomeno per mezzo di un grafico anziché per mezzo di una raccolta di dati o una tabella?

       facilità di lettura, percezione della quantità, evoluzione nel tempo 

      3 Di quale utilità è rappresentare un fenomeno per mezzo di un grafico cartesiano a più entrate?

       variazione nel tempo, variazione regionale 
       

       
      CONTENUTI DIGITALI
      INTEGRATIVI

             Slideshow

      • Rappresentare dati
         

      • Scelta multipla
      • Trascina nel testo
      • Interrogazione simulata
         

      • Mappa e sintesi per la didattica inclusiva

       

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      Pil e Isu: si può misurare il benessere?

      L'immagine propone un gruppo di ragazzi impegnati nella protezione dell'ambiente. Il loro contributo, come quello degli adulti che fanno volontariato, è un lavoro socialmente utile, ma non rientra nel calcolo del Pil.
       

      Il Pil (Prodotto interno lordo) da oltre mezzo secolo è il principale indicatore economico, sul quale si basano le statistiche economiche dei singoli Paesi e di diverse organizzazioni internazionali (la Banca mondiale, il Fondo monetario internazionale, la Ue) e sul quale vengono formulate le previsioni sull'andamento dell'economia. Esso, perciò, influenza le scelte politiche e le strategie economiche di Stati e imprese, e condiziona i movimenti della finanza internazionale.

      Il Pil presenta diversi limiti ed è oggetto di dure critiche, per cui da più parti si sostiene la necessità di sostituirlo con altri indicatori:

      • non tiene conto delle attività che non vengono remunerate, benché abbiano un importante peso economico e sociale, come il lavoro domestico e le attività di volontariato;
      • non tiene conto del valore, che pure è rilevante, delle attività illegali;
      • non contabilizza l'impoverimento di risorse naturali, ambientali, paesaggistiche che l'attività produttiva comporta;
      • non tiene conto della distribuzione della ricchezza.

       

      La scolarizzazione è uno degli indicatori dell'Isu. Il bambino birmano nella foto è costretto dalla povertà a setacciare ghiaia tutto il giorno alla ricerca di pietre preziose: ne sono compromessi la sua istruzione e il suo futuro.

       

      Negli anni Ottanta del secolo scorso per ovviare ai limiti del Pil è stato messo a punto l'Isu (Indice di sviluppo umano), un indicatore sintetico che cerca di esprimere tanto la ricchezza economica quanto quella umana. L'Isu è calcolato, infatti, tenendo conto della speranza di vita alla nascita, del tasso di alfabetizzazione degli adulti e del Pil/PPA pro capite.

      Non diversamente dal Pil e nonostante il successo, l'Isu ha dei limiti di rappresentatività. Non è in grado, per esempio, di dare conto dei divari interni ai singoli Stati, siano essi legati al sesso, all'appartenenza etnico-religiosa, alle diverse classi sociali, a quelli dipendenti dalla distribuzione geografica

       

       

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            PARTECIPA al dibattito    
      Dopo aver letto la scheda discuti con i tuoi compagni. Formati tre gruppi (o più, secondo le indicazioni dell’insegnante), ogni gruppo scelga di individuare le caratteristiche irrinunciabili affinché sia soddisfatto:
      1. il benessere individuale;
      2. il benessere familiare;
      3. il benessere della comunità.
      Alla fine confrontate i risultati del lavoro: individuate le caratteristiche comuni e le principali differenze.

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